Per i bambini i 4 libri di Fiabe di M. A. Spadaro ambientate a Palermo nei vari periodi storici. Ed. Vittorietti // 6 giugno 2017 ore 17.00 Conferenza "Arte al femminile" a Palazzo Petyx via E.Albanese 94 Palermo // "O'Tama e Vincenzo Ragusa. Un ponte tra Tokyo e Palermo" a cura di M. A. Spadaro - Palazzo Sant'Elia - 12 maggio-28 luglio 2017

martedì 16 maggio 2017

A Palazzo Sant'Elia-Palermo la mostra "O'Tama e Vincenzo Ragusa. Un ponte tra Tokyo e Palermo" fino al 28 luglio 2017

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Repubblica-Palermo del 12 maggio


http://crea.bunshun.jp/articles/-/13108
articolo  on-line di Sawako Iwata
Giornale di Sicilia - Articolo di Valentina Di Miceli

domenica 14 maggio 2017

14 maggio ore 11-13 - Visita guidata alla mostra



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COMMENTI su fb:

Ti abbraccio, sei stata grande, un bellissimo lavoro dovuto ad una coppia di artisti che fa sognare!!

Complimenti per la bellissima mostra … frutto di un attento studio e di un duro lavoro! Bravissima!!

Meravigliosa mostra grazie all'eccezionale curatrice Maria Antonietta Spadaro.

Grandissima professionalità e tanto tanto lavoro!!! 

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Maria Antonietta sei stata veramente brava!! Tanti complimenti

Ancora complimenti per la bellissima e documentatissima mostra, Maria Antonietta.

La mostra è bellissima e importante ! PALERMO Ringrazia te che hai lavorato a questo progetto da anni !

Complimenti MA, la mostra è bellissima! Hai fatto un gran lavoro e questo successo te lo meriti tutto.

La mostra a Palazzo Sant'Elia ci racconta una storia che continua,  grazie alla ricerca trentennale di Maria Antonietta Spadaro , che ha ricucito un intero mondo tra Palermo ed il Giappone intorno ad O’Tama.

Bella visita guidata alla mostra di Eleonora Ragusa! Grazie alla curatrice Maria Antonietta Spadaro.

Una mostra magica curata dalla Professoressa Maria Antonietta Spadaro di cui tutti possono godere.

Grazie, Maria Antonietta, per la Bellezza e la Grazia di cui ci hai fatto dono oggi.

Molto bella la mostra! Complimenti!


Complimenti per l'allestimento! Mostra veramente spettacolare!!!

Bellissima mostra. Come hai fatto a raggruppare un tale numero di opere?

Un merito culturale che qualifica il lavoro di Maria Antonietta Spadaro nella nostra città

Donna instancabile!!!

Imponente, articolata e allestita in modo colto e raffinato. Complimenti per tutto!

Quando l'interesse per l'arte e' amore!

Maria Antonietta è riuscita pure a fare intestare un giardinetto ad O'Tama ed ora finalmente la mostra, davvero brava a fare riemergere questa figura di artista rimasta immeritatamente in ombra.

Ho visitato ieri la mostra dedicata ad O'Tama Ragusa, artista che già conoscevo, ma i cui lavori ho avuto modo di apprezzare ancora più compiutamente, grazie ad allestimento attento, interessante e pienamente aderente al personaggio ed al contesto in cui ha vissuto. Un ringraziamento alla curatrice della mostra

Maria Antonietta, la mostra è BELLISSIMA complimenti veramente per il lavoro straordinario che hai fatto !!! Hai colmato una lacuna ed in più hai realizzato una mostra di grande qualità e scorrevolezza narrativa. Sono riuscito a passare l'altro ieri perché ci tenevo troppo a vederla, ma mi farebbe piacere rivederla con te, la settimana prossima.

Visitando la mostra si rimane profondamente commossi dinanzi a tanta bellezza e si è grati e riconoscenti per il lavoro straordinario che la prof. Maria Antonietta Spadaro ha fatto con tanto amore, un amore che traspare durante le visite guidate da lei condotte. Riconoscenti perché si capisce quanto questo evento sia importante per la memoria e l'identità della nostra città.

Il catalogo è bellissimo e completo al di là dell'immaginabile: complimenti Maria Antonietta per il tuo lavoro e l'entusiasmo senza fine.
M. A. Spadaro con Setsuko, Clarissa, Carola e Maria davanti
al numerosissimo pubblico presente alla visita guidata

venerdì 12 maggio 2017

12 maggio 2017 - "O'Tama e Vincenzo Ragusa. Un ponte tra Tokyo e Palermo"

Manifesto

Artisti per O'Tama

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Ieri si è inaugurata a Palazzo Sant'Elia una mostra: "O'Tama e Vincenzo Ragusa. Un ponte tra Tokyo e Palermo".
Oltre alla bellezza delle opere in gran parte sconosciute e inedite, oltre alla storia meravigliosa di questa pittrice giapponese e di questo scultore italiano, oltre ai progetti avanguardistici che entrambi hanno operato a Palermo a cavallo tra '800 e '900, al di là di tutto questo (già stupefacente) c'è qualcosa di ancor più eccezionale in questa mostra. L'impresa della curatrice, Maria Antonietta Spadaro, è stata infatti anche quella di creare un senso profondo di comunità. Oltre ai quadri più "famosi" (in ogni caso qui per la prima volta esposti), tantissime delle opere sono state da lei ritrovate una per una nelle case sparse in tutta la città (alcune persino a Roma) di eredi, nipoti e pronipoti di allievi e amici di O'Tama Kiohara Ragusa: una lavoro di ricerca quasi trentennale.
Quando leggiamo nelle targhette "collezione privata" non dobbiamo pensare a collezionisti anonimi, freddi calcolatori d'asta o mecenati, ma a persone che hanno conservato "per caso", ereditandole dai loro avi, opere che testimoniano l'affetto e la stima che questa pittrice giapponese ha raccolto nei suoi 51 anni vissuti a Palermo.
Ieri dunque con la presenza di questi discendenti/prestatori (in totale circa 60) si è festeggiata l'inattesa appartenenza ad un comunità: la comunità degli allievi e amici di O'Tama. Il concetto di appartenenza è bello perché porta con sé il senso identitario ma anche quello di prendersi cura. Ed è ancora più bello scoprire che ci sono appartenenze che neppure sospettiamo, collegandoci in modo imprevedibile ad estranei.
Io credo che uno tra i numerosi meriti della professoressa Spadaro sia di aver compiuto un'opera di memoria all'interno di tantissime famiglie, che poi ha messo in relazione sotto il "nume tutelare" di questa coppia d'artisti e maestri. Per ultimo ci ha regalato una mostra unica e una serata indimenticabile per l'emozione viva e toccante di questi collezionisti di affetti. 
Clarissa Cappellani
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Intervista Rai 3

Intervista Rai 3

Performance di Setsuko

Performance di Setsuko

mercoledì 10 maggio 2017

Anisa "Arte al femminile" 9 maggio 2017

Logo
Marina Giordano e Mariella Riccobono







Banca Popolare
Sant'Angelo


Palazzo Petix Conferenza di Marina Giordano su 
ISABELLA DUCROT 


Isabella Ducrot

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domenica 7 maggio 2017

Comunicato Stampa della Mostra

invito A

invito B

Manifesto

























Fondazione Sant'Elia

COMUNICATO STAMPA

MOSTRA

O’Tama e Vincenzo Ragusa. Un ponte tra Tokyo e Palermo

a cura di Maria Antonietta Spadaro

Sede: Palazzo Sant’Elia, piano nobile - Palermo
Periodo: 12 maggio/28 luglio 2017

Catalogo, a cura di M. A. Spadaro, pp. 400, con saggi di studiosi palermitani e giapponesi, relativi al percorso dei due artisti e all’ambiente in cui operarono. 

Allestimento: Carola Arrivas Bajardi
Grafica: Antonio Giannusa

Si terrà il 9 giugno 2017, sempre a palazzo Sant’Elia,  una “Giornata di studi” sul tema: L’utopia del Giappone in Europa - relatori di Palermo, Roma, Tokyo e Kyoto

Dalla metà del XIX secolo, dopo duecento anni di chiusura nei confronti dell’Occidente, il Giappone apre le sue frontiere, avviando rapporti economici e diplomatici con gli Stati Uniti d’America e i paesi europei. Nel clima di questa apertura generale verso l’Occidente, l’imperatore Mutsuhito ritiene necessario invitare dall’Italia - il paese occidentale dalla più solida tradizione artistica - tre artisti per fondare una scuola d’arte che sia al passo con le linee stilistiche della cultura figurativa moderna: nasce a Tokyo la scuola d’arte Kobu Bijutsu Gekko del Ministero dell’industria e tecnologia.
I tre artisti selezionati dall’Accademia milanese di Brera sono: Antonio Fontanesi per la pittura, Giovanni Vincenzo Cappelletti per l’architettura e il palermitano Vincenzo Ragusa per la scultura.
Ragusa arriva nella capitale nipponica nel 1876. Da questo episodio, già di per sé clamoroso, deriveranno due eventi stupefacenti per la città di Palermo: la sua idea di istituire una scuola d’arti orientali, progetto pionieristico a livello europeo, e la presenza di un’artista giapponese, O’Tama Kiyohara, divenuta sua moglie col nome di Eleonora Ragusa, che vivrà a Palermo per 51 anni. A contatto con le novità espressive occidentali, la strategia creativa di O’Tama si trasforma: dal grafismo sintetico giapponese giunge al naturalismo con la sua oggettiva rappresentazione del reale. 
La pittrice O’Tama Kiyohara (Tokyo 1861-1939) e lo scultore Vincenzo Ragusa (Palermo 1841-1927) costituiscono nella storia dell’arte del nostro paese due importanti figure, promotrici del precoce giapponismo fiorito a Palermo, quando erano ancora in pochi, negli anni 80 del sec. XIX, in Europa, ad accostarsi con passione alla cultura e all’arte nipponiche. Ricordiamo la grande importanza che ebbe il Japponisme in Francia.
L’inizio dei rapporti Italia-Giappone avvenne nel 1866 e lo scorso 2016 ne sono stati celebrati, nei due paesi, i 150 anni: il Comune di Palermo ha intitolato ad O’Tama Kiyohara il giardinetto di via Praga, inaugurato proprio lo scorso anno, con una partecipata cerimonia alla presenza delle autorità cittadine. 
In mostra si vedranno opere di O’Tama Kiyohara Ragusa, la quale ha lasciato qui una ricca produzione, esplorando varie tecniche (da opere da cavalletto con olii, acquerelli e pastelli, a dipinti murali) e soggetti diversi (dal ritratto al paesaggio, dalle nature morte alle scene di genere, dai fiori agli animali, dai temi religiosi alle memorie d’atmosfere orientali, dall’arte applicata alle decorazioni d’interni). Saranno in mostra anche lavori di Vincenzo Ragusa, del quale si vedranno attraverso pannelli quelle non trasportabili. 
Si tratta della prima mostra antologica dedicata ai due artisti a Palermo. Le Sezioni:
O’Tama: dal grafismo sintetico giapponese al naturalismo occidentale; Passione per la natura; Il ritratto; Scene di genere; Sentimento del sacro; Suggestioni d’oriente; Il Paesaggio; Decorazioni d’interni; Arte applicata; Allievi di O’Tama Ragusa; Vincenzo Ragusa; La Scuola Officina Artistico Industriale di V. Ragusa; Giapponismo.

Patrocini
La mostra, promossa dalla Fondazione Sant’Elia, è patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali, dall’Area Metropolitana di Palermo, dal Comune di Palermo, dalla Fondazione Whitaker, dall’Assemblea Regionale Siciliana, dalla Società Siciliana di Storia Patria, dalla Gam di Palermo, dalla Galleria d’arte moderna del Comune di Messina, dal Museo delle Civiltà “Luigi Pigorini” di Roma, dall’Ambasciata Giapponese a Roma, dall’Istituto di Cultura giapponese a Roma, dall’Associazione Sicilia-Giappone, dall’Associazione Settimana delle Culture, dall’Anisa (Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte).

Progetto espositivo 
La mostra sarà allestita nelle sale del prestigioso settecentesco Palazzo Sant’Elia nel cuore del centro storico di Palermo. In mostra:
  • circa 170 opere (per lo più in collezioni private) prodotte da O’Tama Kiyohara Ragusa prima e durante il suo periodo palermitano durato 51 anni. Enti Prestatori: Ars, Gam Palermo, Museo Pitré, Società Siciliana di Storia Patria, Fondazione Whitaker, Museo del Liceo Artistico “Vincenzo Ragusa e O’Tama Kiyohara”, Chiesa di Sant’Antonio Abate di Palermo, Gam di Messina, Museo delle Civiltà “L. Pigorini” di Roma;
  • opere di Vincenzo Ragusa e l’album fotografico (conservato all’Ars) donatogli nel 1882 dagli allievi della scuola  Kobu di Tokyo dove insegnò; 
  • dipinti conservati presso l’ex scuola fondata da Ragusa a Palermo, oggi Liceo Artistico “Vincenzo Ragusa e O’Tama Kiyohara” e l’Armadio monumentale realizzato dalla Scuola per l’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92 (oggi conservato all’ITI “Vitt. Em. III” di Palermo;
  • un video, di Maria Muratore, illustrerà le opere di O’Tama e Vincenzo Ragusa; 
  • l’allestimento includerà pannelli, arredi, kimono e oggetti del periodo, per evocare il fenomeno del giapponismo.
Infine, nella sezione “Artisti per O’Tama”, verranno proiettati i video di Gianni Gebbia (O’Tama Monogatari, 2012) e Antonio Giannusa (La stanza di O’Tama, 2017) e sarà esposta l’opera di Fabrice de Nola (Nympheae, 2012), tutti ispirati all’artista. Inoltre, all’inaugurazione, l’artista giapponese Setsuko si esibirà in una performance dedicata alla pittrice e allo scultore.

ARTISTI PER O'TAMA a Palazzo Sant'Elia

O’Tama Monogatari (2012)
(Il Racconto di O’Tama) Durata: 53:31 
Scritto e diretto da Gianni Gebbia.
Prodotto da: Gianni Gebbia e objet-a 2012
Girato a Tokyo e Palermo nel 2012.
Con: Sonoda Ikumi ( O’Tama )
Dario Lo Cicero (Vincenzo Ragusa)
Nike Dolores Pirrone,Linda Randazzo, Maria Alterno,
Luca Cinquemani, Selene Marotta(gli allievi di O’Tama)
Claudia Di Gangi (la Principessa )
Costumi e foto di scena: Mela Dell’Erba.
Musiche di Gianni Gebbia, Serena Lao, 
Daniele Camarda, Switters, Aya Fukami, Miroque. 

Artisti per O’Tama
Quattro artisti presenteranno loro opere ispirate ad O'Tama:
Gianni Gebbia, Antonio Giannusa, Fabrice de Nola e Setsuko.

Inoltre in mostra un video di Maria Muratore sulle opere di O'Tama e Vincenzo Ragusa.




Nymphaea (2012)  Autore: Fabrice de Nola
Tecnica: olio, acrilico, oro e QR su tela
Dimensioni: cm 200 x 130
Nymphaea è un ritratto ideale di O’Tama Kiyohara.
La scena del dipinto è ambientata nell’Aquarium dell’Orto botanico di Palermo. 
Tama Kiyohara è impersonata da Takahiro, una maiko del quartiere 
Gion Kobu di Kyoto, 
sul cui obi è dipinto un codice QR, con uno scritto di Sawako de Nola Iwata








La stanza di O'Tama (2017) 
Video-installazione di Antonio Giannusa





Artisti per O'Tama

Meiji 10 - 2017  
Performance dell’artista giapponese Setsuko  
Linee di lenzuola bianche
e linee di bamboo
risuonano insieme...